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Faq2018-10-29T16:42:58+00:00

Domande e risposte sui Concorsi a premio

Soggetto delegato, Agenzie di consulenza e Max Marketing

Il soggetto delegato è un agenzia di promozione (come Max Marketing) alla quale poter delegare la gestione di una manifestazione a premi e presso la quale poter domiciliare pratiche e documenti. Il soggetto delegato può anche prestare la cauzione. Non esiste un albo delle agenzie di promozione/pubblicità delegabili.

Secondo noi, i parametri per valutare un’agenzia qualificata sono 5:

  • la conoscenza della norma sulle manifestazioni a premio
  • la conoscenza dell Normativa sulla Privacy (quasi tutte le manifestazioni implicano la raccolta di dati personali)
  • la conoscenza della disciplina fiscale
  • le referenze
  • l’ampiezza e la qualità dei servizi offerti

Fate molta attenzione nella scelta dell’agenzia: un pessimo consulente può portarvi a perdere la cauzione ed a subire pesanti sanzioni! 

Il preventivo è sempre gratuito. Puoi richiederlo dalla nostra home page oppure cliccando qui, specificando quante più informazioni possibili riguardo alla vostra promozione a premi. Se abbiamo bisogno di qualche chiarimento vi contattiamo e poi vi inviamo la proposta via e-mail.

Lavoriamo sia per multinazionali che per piccole imprese, offrendo a ciascuna un servizio su misura.
Il costo dei nostri servizi varia a seconda della complessità del lavoro da svolgere e di quali e quanti servizi vengono attivati: normalmente un negozio ha bisogno di poco e di conseguenza anche le tariffe saranno molto contenute.
Ti invitiamo a chiederci un preventivo senza impegno, cosi potrai verificare di persona.

Informazioni generali

Sono legittimati a svolgere le manifestazioni a premio esclusivamente i soggetti iscritti nel Registro delle imprese e non le persone fisiche, anche se titolari di partita I.V.A..

Le associazioni senza fini di lucro, i comitati, gli enti morali, le Onlus possono espletare esclusivamente manifestazioni di sorte locale con le modalità ed i limiti di cui agli articoli 13 e 14 del d.P.R. n. 430/2001. Al di là del nomen iuris e dell’oggetto sociale principale di natura culturale, ricreativa, etc. che caratterizza tali enti, essi possono risultare promotori di manifestazioni a premio qualora siano comunque iscritti nel Registro imprese. Infatti, come chiarito con circolare n. 3407/C a firma del Ministro dell’ex Ministero dell’Industria, del Commercio e dell’Artigianato (oggi Ministero sviluppo economico), le associazioni, le fondazioni e gli altri soggetti collettivi che esercitano un’attività di impresa in via esclusiva o principale devono inscriversi nel Registro imprese.

Le iniziative, aventi carattere di manifestazione a premio, svolte da soggetti che non rientrano nelle succitate categorie sono manifestazioni vietate e sottoposte ad una sanzione amministrativa pecuniaria da una a tre volte l’IVA sul montepremi posto in palio.

L’associazione si configura quando due o più imprese promuovono, tramite la stessa iniziativa, la conoscenza di prodotti e/o di servizi e/o di ditte e/o di insegne e/o di marchi e/o la vendita di determinati prodotti e/o di servizi aventi un fine, in tutto o in parte, commerciale. Per esempio, si configura il caso dell’associazione quando i consumatori possono partecipare ad un concorso a premi acquistando un prodotto di una azienda produttrice solo in determinati punti vendita oppure in determinate catene commerciali e non nelle altre: beneficiano della promozione contemporaneamente il produttore e la catena. Oppure ancora è il caso delle Associazioni di Commercianti, quando realizzano un concorso a premi in cui si partecipa effettuando acquisti presso i negozianti aderenti all’Associazione.

Allo stesso modo ricorre la fattispecie quando nella denominazione della manifestazione a premio vi sia espresso riferimento ad una specifica insegna commerciale o marchio.

Configurandosi l’associazione, tutti i soggetti sono responsabili in solido per le obbligazioni assunte nei confronti dei promissari e per il pagamento delle sanzioni.

Quando tuttavia uno specifico rivenditore plurimarche mette in promozione un determinato prodotto, in linea generale non deve associare l’impresa produttrice, fermo restando che occorrerà verificare in concreto se gli effetti pubblicitari dell’iniziativa premiale determinino uno specifico interesse commerciale anche per il produttore.

L’Autorizzazione Ministeriale è stata abolita con la riforma operata dal D.P.R. n. 430/2001. Con il sistema attuale, per i Concorsi a premio occorre fare una comunicazione al Ministero dello Sviluppo Economico almeno 15 giorni prima della data di inizio della manifestazione, secondo un modello predisposto dal Ministero stesso, al quale vanno allegati il Regolamento e la documentazione comprovante la predisposizione della cauzione. Si è semplificato molto, ma rimane comunque complicato per chi non è pratico. Per le Operazioni a premio invece è sufficiente inviare la comunicazione di avvio al Mise (con allegata la documentazione comprovante la predisposizione della cauzione) ed autenticare il Regolamento il giorni prima di iniziare la promozione.

Niente panico! A queste pratiche ci pensa Max Marketing! Richiedi un Preventivo Gratuito!

I destinatari delle manifestazioni a premio possono essere non solo i consumatori, ma anche rivenditori, intermediari, concessionari, collaboratori e dipendenti che professionalmente cooperano nel processo di vendita ancorché non assumano la veste di alienanti nel contratto di compravendita. In questi casi i premi possono essere previsti anche in relazione alle vendite effettuate. Attenzione però: ogni premio erogato, anche quelli rivolti agli intermediari, è soggetto ad un trattamento fiscale specifico.

1 anno per i Concorsi a premi – nel periodo di durata del concorso a premi sono comprese anche le fasi relative all’individuazione dei vincitori.

5 anni per le Operazioni a premi – in questo periodo è compreso anche il termine ultimo per richiedere il premio

Imprese estere e rappresentante fiscale

Anche le imprese estere possono svolgere manifestazioni a premio in Italia ma, in ossequio al principio della territorialità sancito dall’art. 1, comma 6, del d.P.R. n. 430/2001 e, per consentire agli organi amministrativi del Repubblica italiana di espletare attività di controllo istituzionale sul corretto andamento delle iniziative premiali, occorre distinguere.

  • Le imprese aventi sede legale in uno degli Stati appartenenti all’Unione Europea applicano la normativa propria di quello Stato mentre l’Italia vigilerà ai soli fini della tutela degli interessi dei consumatori. Ciò in ossequio alla disciplina in materia di commercio elettronico di cui al decreto legislativo 9 aprile 2003, n. 70 e ss.mm.ii..
  • Le imprese aventi sede legale in uno Stato non appartenente all’Unione Europea devono invece nominare il rappresentante fiscale in Italia o avvalersi dell’istituto dell’identificazione diretta, di cui al decreto legislativo n. 191/2002, sempre che, in tal ultimo caso, l’Italia abbia stipulato accordo di cooperazione amministrativa, al fine di adempiere secondo la normativa italiana in materia di manifestazioni a premio.

Max Marketing opera anche come Rappresentante Fiscale.

Sì, in quanto l’art. 35-ter del d.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633, come modificato dal decreto legislativo 19 giugno 2002, n. 191, ha introdotto l’istituto dell’identificazione diretta, di cui però può avvalersi esclusivamente il soggetto non residente, ma appartenente ad un altro Stato membro UE ovvero ad un Paese terzo con cui l’Italia abbia stipulato accordi che consentano una cooperazione amministrativa, per assolvere in proprio gli obblighi ed esercitare i diritti in materia di Iva. In assenza di accordo tra il Paese terzo e l’Italia dovrà trovare applicazione l’istituto della rappresentanza fiscale.

Concorsi online: ubicazione del server e social network

Fermo restando che per le imprese aventi sede legale nella UE trova applicazione quanto detto nella precedente FAQ, se un’impresa estera (cioè non appartenente alla UE) o ubicata in Italia intende svolgere in territorio italiano una manifestazione a premio avvalendosi di una piattaforma cloud o comunque di un server allocato all’estero per quanto riguarda la raccolta dei dati di partecipazione, è necessario che utilizzi un sistema di mirroring (non sono ammessi sistemi analoghi), fermo restando che le fasi eliminatorie e le operazioni di individuazione dei vincitori/assegnazioni premi attraverso un software devono necessariamente avvenire su server allocato in Italia. In via esemplificativa deve essere allocato in territorio nazionale il software che permette di gestire sistemi di preferenza, sistemi randomici di individuazione, sistemi di interazione tra utenti, sistemi che sfruttano abilità di gioco.
L’osservanza di tali indicazioni consente la partecipazione anche dal resto del mondo.

Nel caso in cui, per partecipare ad un concorso a premio, l’unico canale di partecipazione sia il social network (con server estero) questi deve essere associato e per il Ministero non hanno valore le dichiarazioni di esonero di responsabilità del social riportate sulle loro pagine.

In presenza di più canali di partecipazione, invece, non è necessaria l’associazione del social quando coloro che intendono partecipare al concorso a premio al momento dell’inizio del concorso risultino già iscritti al social network. In tal caso il soggetto promotore o suo delegato devono verificare che l’iscrizione prima della data di inizio del concorso risponda al vero, sicché si suggerisce di scrivere nel regolamento che il promotore/delegato si riserva il diritto di chiedere ai partecipanti e/o vincitori, in qualsiasi momento della manifestazione a premio, la prova dell’iscrizione al social network prima della data di inizio del concorso a premio e che, qualora essa non sia fornita, il partecipante e/o vincitore verrà escluso. Qualora dovessero pervenire segnalazioni circa il fatto che un partecipante in realtà si sia iscritto dopo la data di inizio, ne risponderà direttamente l’impresa non avendo garantito la pari opportunità per tutti i partecipanti, ciò che darà luogo ad un’ipotesi di manifestazione vietata, specificamente sanzionata.

Se poi in una fase della meccanica si favorisce la partecipazione tramite il social network rispetto ad altri canali di partecipazione, in tal caso il social network va associato.

Per Facebook, nel caso in cui la meccanica consentisse la partecipazione/registrazione solo attraverso Fb connect (quindi senza opzione aggiuntiva mail e password), sarà necessario che il partecipante sia iscritto a Facebook prima della data di inizio del concorso e che i dati personali estratti dall’archivio di Fb siano in automatico registrati su server allocato in Italia.

In ossequio al principio della territorialità sancito dall’art. 1, comma 6, del d.P.R. n. 430/2001 ma – allo stesso tempo – al fine di non pregiudicare l’attività promozionale delle imprese, la divisione consente alle stesse, in caso di piattaforma cloud o comunque di server allocato all’estero, di utilizzare anche applicazioni di terzi soggetti, quali ad esempio la funzione “Mi piace”, così come l’archiviazione dei dati di partecipazione al concorso e degli eventuali contenuti caricati dagli utenti (foto, elaborati, video, etc.) purché per tali azioni sia previsto l’utilizzo di sistemi mirroring (e non sistemi analoghi). A tal fine, nel regolamento del concorso il soggetto promotore specificherà espressamente la propria assunzione di responsabilità qualora, in caso di contestazioni, non sia in grado di dimostrare che il sistema abbia funzionato correttamente e che eventuali pregiudizi siano dipesi da causa a lui non imputabile. Conseguentemente il promotore dovrà presentare – tra i documenti che vengono trasmessi al Ministero – una perizia che contenga i seguenti elementi:

  • generalità dell’esperto;
  • generalità del committente;
  • descrizione sommaria delle specificità del concorso quali denominazione, durata, estensione territoriale, principi generali della meccanica di svolgimento;
  • il luogo in cui è residente il sistema utilizzato (software, etc.), con particolare riguardo alle esigenze di territorialità richieste dall’art. 1, comma 6, del d.P.R. n. 430/2001;
  • le eventuali “ordinarie spese di partecipazione” di cui all’art. 1, comma 5, del d.P.R. n. 430/2001;
  • dichiarazione di essere o meno lo sviluppatore/produttore del sistema;
  • descrizione generale del sistema;
  • descrizione particolareggiata dei suoi elementi;
  • metodi di intervento adottati nell’effettuazione delle prove;
  • analisi dei problemi riscontrati;
  • ipotesi su eventuali genesi delle situazioni critiche;
  • eventuali conseguenze accadute o prevedibili;
  • eventuali soluzioni proposte;
  • giudizio finale sul sistema nel suo complesso con particolare riguardo alle dichiarazioni di sicurezza e non manomettibilità richieste dal d.P.R. n. 430/2001 e dalla circolare n. 1/AMTC del 2002, al fine di garantire il rispetto dei principi indicati dall’art. 8, comma 1, lett. a) del citato decreto.

Invece, le fasi eliminatorie e le operazioni di individuazione dei vincitori/assegnazioni premi attraverso un software devono necessariamente avvenire su server allocato in Italia. In via esemplificativa deve essere allocato in territorio nazionale il software che permette di gestire sistemi di preferenza, sistemi randomici di individuazione, sistemi di interazione tra utenti, sistemi che sfruttano abilità di gioco.

Si richiamano le linee guida fornite dal Garante per la privacy in data 19 marzo 2015 circa il trattamento di dati personali per profilazione on line che ricorda l’obbligo per le società dell’informazione (rif. decreto legislativo n. 70/2003 e ss.mm.ii.) e pertanto per le imprese promotrici di richiedere, ai sensi dell’art. 13 del Codice privacy di cui al decreto legislativo n. 196/2003, espresso consenso:

  1. alla profilazione dei dati personali (cioè analisi ed elaborazione di informazioni relative a utenti o clienti, al fine di suddividere gli interessati in “profili”, ovvero in gruppi omogenei per comportamenti o caratteristiche più specifici, con l’obiettivo di pervenire all’identificazione inequivoca del singolo utente ovvero del terminale e per il suo tramite, anche del profilo, appunto, di uno o più utilizzatori di quel dispositivo);
  2. al trattamento dei dati per le finalità esclusivamente di partecipazione alla manifestazione a premio.

I due consensi devono comunque essere sempre espressi per ogni manifestazione a premio organizzata da una stessa impresa che si avvalga di un social network. Ovviamente, relativamente al 1° consenso l’utente dovrà essere reso pienamente edotto della modalità di conferma delle manifestazioni di volontà già espresse, in qualità di utente non autenticato, in precedenti manifestazioni a premio. Tale regola si applica comunque a tutti i concorsi che utilizzano piattaforme informatiche. In caso di partecipazione attraverso Facebook connect l’impresa deve specificare nel regolamento che la partecipazione sarà sottoposta al doppio consenso da parte del consumatore – uno relativo alla profilazione e l’altro al rilascio del consenso privacy.

Premi

Con sentenza del 18 ottobre 2012 la Corte di Giustizia Europea ha affermato che è necessario fornire al consumatore un’informazione chiara e comprensibile, vietando inoltre di porre a carico dello stesso azioni che altrimenti non avrebbe compiuto, compreso il sostenimento di costi anche irrisori.

L’indirizzo del MiSE è quello di specificare nel regolamento di svolgimento di un Concorso a premio quanto più possibile, ed in particolare:

  • il periodo di durata del viaggio (data di partenza e di ritorno)
  • il luogo di partenza
  • se il soggiorno prevede esclusivamente un bed&breakfast oppure una mezza pensione o una pensione completa.

Il giudice europeo evidenzia inoltre che rilevante è la terminologia adoperata dalle imprese. Pertanto, se nel regolamento si fa parla di viaggio, il premio non può escludere le spese di trasporto per recarsi nella località del soggiorno e rientrare, a meno che non venga utilizzato il termine “soggiorno”.

Va poi chiarito nel regolamento se le spese di trasporto per recarsi dalla propria abitazione alla stazione dei treni o dell’aeroporto e ritornare alla propria abitazione siano a carico dell’impresa o del consumatore. Se non specificato, esse rimangono a carico del promotore.

Sono invece sempre a carico dell’impresa promotrice le spese assicurative e aeroportuali cioè quelle voci di cui si compone il biglietto di trasporto, che – se mancanti – renderebbero illusorio il premio.

Nel caso in cui tra la data di assegnazione del premio (individuazione del vincitore) e la data di fruizione del viaggio intercorra un lasso di tempo non superiore a trenta giorni, tenuto conto dei tempi burocratici per il disbrigo delle pratiche necessarie ad ottenere i documenti di partenza (visti, documenti di identità, passaporti) e non rendere illusorio il premio vinto, sarebbe anche opportuno per i soggetti promotori, al fine di non incorrere in possibili contenziosi con i vincitori, curare direttamente il rilascio dei documenti. Ciò non costituisce un obbligo per le imprese ma una mera facoltà che il MiSE ritiene di rappresentare alla luce delle segnalazioni pervenute nel tempo.

Il d.P.R. 26 ottobre 2001, n. 430 nulla prevede al riguardo. Tuttavia è opportuno scegliere il canale di comunicazione almeno analogo a quello utilizzato come strumento di diffusione della manifestazione a premio e adottare modalità che assicurino al vincitore di ricevere notizia della vincita. A tal fine, se il regolamento prevede che la comunicazione avvenga tramite telefono, sarà anche necessario specificare che le telefonate siano distribuite nell’arco dell’intera giornata con ripetizione per almeno un congruo numero di giorni anche non consecutivi ma intervallati ed in fasce orarie diverse. Allo stesso modo, al fine di dare prova di aver provveduto a comunicare le vincite, è opportuno che l’impresa sia in grado di dimostrare di aver effettuato più tentativi telefonici.

Il promotore potrà definire in regolamento il tempo di fruizione del premio, fatto salvo il principio di ragionevolezza per il quale si dovrà tener conto della natura del premio messo in palio. A tal fine, in caso di premio che implichi una somministrazione nel tempo, l’impresa promotrice dovrà prestare una garanzia che si protragga fino ad un anno successivo alla scadenza della stessa somministrazione trasmettendo lettera al vincitore, che dovrà essere firmata per accettazione, nella quale sia esplicitata l’assunzione dell’obbligazione a carico dell’impresa.

Premesso che questa è ipotesi diversa da quella indicata all’art. 10, comma 5, del d.P.R. 26 ottobre 2001, n. 430, la donazione del premio alla ONLUS da parte del vincitore è possibile, sempre che tale eventualità sia contemplata nel regolamento e che il premio vinto sia un bene o un servizio per il quale non sussista il divieto indicato dall’art. 4 del citato d.P.R. n. 430/2001 (il denaro, i titoli dei prestiti pubblici e privati, i titoli azionari , le quote di capitale societario e dei fondi comuni di investimento e le polizze di assicurazione sulla vita). La volontà di donare il proprio premio deve essere espressa dal vincitore con una dichiarazione alla quale sia allegata copia di valido documento di identità del sottoscrittore donante.
Anche il premio donato alla ONLUS sarà sottoposto al regime fiscale sulle manifestazioni a premio.

Si definisce non richiesto il premio per il quale il partecipante che abbia vinto non invii i documenti richiesti per confermare la vincita o non lo ritiri per compiuta giacenza.

E’ rifiutato il premio alla consegna del quale il vincitore dichiari espressamente per iscritto di non accettarlo.

Si considera assegnato, anche se non ritirato, il premio il cui costo di acquisto sia sostenuto dal promotore e rimanga a suo carico anche in caso di mancato utilizzo da parte del vincitore, quali ad esempio viaggio acquistato ma non fruito, biglietto per assistere a specifiche partite di calcio o spettacoli non ritirato al botteghino, etc..

Il premio non è assegnato quando il vincitore non è correttamente identificato (a causa di dati anagrafici incompleti o non corretti) e/o qualora il numero di partecipanti al concorso sia inferiore al numero dei premi in palio.

E’ possibile prevedere che anche i vincitori, che per primi abbiano adempiuto alle condizioni stabilite dal regolamento, partecipino all’assegnazione di ulteriori premi di valore superiore o inferiore a quelli vinti dalla prima categoria di vincitori.

Non è considerata rush & win la meccanica secondo la quale coloro che adempiono per primi vengono solo ammessi a partecipare al concorso che, conseguentemente, sarà limitato ad un numero specifico di concorrenti.

Sì ed il montepremi dovrà essere calcolato presuntivamente.

Qualora però l’evento favorevole non si realizzi, al fine di scongiurare la caratteristica dell’illusorietà del premio, il soggetto promotore dovrà prevedere almeno un premio del medesimo valore calcolato presuntivamente, da assegnare con estrazione tra tutti i partecipanti.

E’ vietato prevedere come premio il rimborso in denaro del bene o servizio acquistato in promozione, ammettendosi esclusivamente la consegna di buoni del valore corrispondente.

Sì, alla luce della sentenza della Corte di Giustizia Europea del 18 ottobre 2012 secondo cui non possono essere posti a carico del consumatore i costi, anche irrisori, pur se il premio sia di rilevante ammontare.

Tenuto conto, invece, che l’assicurazione e l’imposta di bollo variano a seconda di condizioni soggettive di colui al quale viene intestato il bene mobile registrato, si può sostenere che tali voci possano rimanere a carico del vincitore.

Nel caso in cui il vincitore sia residente all’estero, il soggetto promotore è tenuto, in luogo del pagamento delle spese di immatricolazione e IPT, ad assicurare la consegna presso la residenza del vincitore.

No, ciò non è conforme alla pronuncia della Corte di Giustizia Europea avvenuta con sentenza del 18 ottobre 2012 secondo cui non possono essere posti a carico dei consumatori costi, anche se irrisori, pur se il premio sia di rilevante ammontare.

Sì è possibile, tenuto conto della pronuncia della Corte di Giustizia Europea avvenuta con sentenza del 18 ottobre 2012 secondo la quale occorre analizzare la natura del premio messo in palio e la terminologia utilizzata in regolamento per descrivere lo stesso. Nel caso in questione, trattandosi di vincita di biglietto di ingresso, le spese di trasporto per recarsi nel luogo ove si svolgerà l’evento possono essere messe a carico del consumatore ma se nulla è stato specificato in regolamento, i costi rimarranno a carico dell’impresa promotrice.

E’ evidente tuttavia che le spese di trasporto non debbano essere superiori al valore del biglietto, poiché in tal caso si configurerebbe un’ipotesi di illusorietà del premio messo in palio.

Cauzione

La cauzione va prestata a favore del Ministero dello Sviluppo Economico e si intende svincolata dopo 12 mesi dal termine della manifestazione o, solo per i concorsi, decorsi 180 giorni dalla trasmissione al Ministero del processo verbale di chiusura redatto dal notaio o dal funzionario della Camera di Commercio. La cauzione può essere prestata in tre diverse modalità:

  • mediante deposito in denaro o titoli presso la Tesoreria provinciale dello Stato
  • mediante fideiussione bancaria in bollo con autentica della firma del fideiussore
  • mediante polizza fideiussoria in bollo con autentica della firma del fideiussore

Ce ne occupiamo noi: in meno di 7 giorni avrete la polizza fideiussoria autenticata dal notaio direttamente sulla vostra scrivania.

Per i concorsi la cauzione è pari al 100% del valore dei premi promessi.
Il promotore è obbligato a prestare cauzione anche se i beni promessi in premio:

  • sono prodotti in proprio;
  • sono già stati acquistati o detenuti per altro motivo.

Per le Operazioni a premio la cauzione è pari al 20% del montepremi previsto, ma è esclusa quando il premio è corrisposto unitamente al prodotto o servizio promozionato.
Qualora non sia possibile stabilire all’origine il valore complessivo dei premi che verrà assegnato, la cauzione dovuta va calcolata, nella misura del 20% dell’importo che presumibilmente si stima verrà conferito.
Il promotore è obbligato a prestare cauzione anche se i beni promessi in premio:

  • sono prodotti in proprio;
  • sono già stati acquistati o detenuti per altro motivo.

Come richiesto dall’art. 11 del DPR 430/2001, nel regolamento del concorso a premi va segnalato il “valore indicativo del premio” individuato nel “valore orientativo o prevalente di mercato”. Pertanto, il valore da assumere quale imponibile della cauzione NON è il valore di costo, bensì il valore indicativo di mercato al lordo di ogni altro onere ed al netto dell’onere fiscale. Niente paura: ci occupiamo noi dei calcoli e vi diamo tutte le indicazioni necessarie

Nelle Operazioni a premio la cauzione non è dovuta solo quando il premio viene conferito contestualmente all’acquisto del bene o del servizio (anche nell’ipotesi di sconto). Quindi quando:

  • i premi sono contenuti nel prodotto oppure allegati al prodotto (baded pack, termoretratti o cartonati);
  • i premi sono consegnati al momento dell’acquisto del prodotto o servizio promozionato.

Il d.P.R. 26 ottobre 2001, n. 430 nulla prescrive per le operazioni a premio. Pertanto è sufficiente la trasmissione di una dichiarazione sostitutiva di atto notorio resa ai sensi del d.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445 a mezzo della quale il soggetto promotore: dichiara ai sensi del d.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445 sotto la propria responsabilità, consapevole delle responsabilità penali in cui può incorrere per dichiarazioni mendaci, che l’operazione a premio denominata “…….”, che ha avuto svolgimento dal ………… al ………….., si è regolarmente conclusa e che tutti i premi sono stati regolarmente consegnati ai vincitori che ne hanno fatto richiesta in tempo utile. In caso di dichiarazione inoltrata per via telematica non è necessaria l’autentica della sottoscrizione se essa è firmata digitalmente dal soggetto promotore e ciò in conformità a quanto recita l’art. 65 del codice per l’amministrazione digitale. Se la dichiarazione non è in firma digitale ed è trasmessa tramite posta elettronica, ad essa deve essere allegata copia di valido documento d’identità del sottoscrittore.

Regolamento della manifestazione

Deve contenere l’indicazione del soggetto promotore, della durata, dell’ambito territoriale, delle modalità di svolgimento della manifestazione, della natura e del valore indicativo dei singoli premi messi in palio, del termine di consegna, nonché delle organizzazioni non lucrative alle quali devolvere i premi non richiesti o non assegnati nei concorsi.

Il regolamento può essere compilato liberamente, non è previsto alcun particolare modello.

L’apposizione della sottoscrizione in calce al Regolamento è ora sostituita dalla firma digitale della documentazione trasmessa tramite il servizio telematico Prema on line.

Il Regolamento va reso accessibile e consultabile, senza oneri aggiuntivi per il destinatario dell’iniziativa, non solo nei luoghi ove si concretizza la partecipazione alla manifestazione, ma anche attraverso i media o con materiale promozionale, folder, depliant, ecc.

Il Regolamento posto a disposizione dei destinatari deve corrispondere fedelmente a quello inviato al Ministero (per i Concorsi) e/o conservato presso il promotore (per le Operazioni a premio).

Per valore indicativo del premio, così come previsto dall’art. 11 del D.P.R. n. 430/2001, deve intendersi il valore orientativo o prevalente di mercato, e non il prezzo d’acquisto.

Il MiSE ritiene che il sistema più corretto sia quello della doppia busta, in uso anche nei pubblici concorsi. Il concorrente, predisposto l’elaborato in forma anonima e senza segno alcuno, lo imbusta in un plico, entro cui inserisce una busta piccola contenente un cartoncino recante le sue generalità. Prima di procedere alla valutazione dell’elaborato, si provvederà alla separazione della busta piccola dalla grande, apponendo su ambedue l’identica numerazione. Effettuata la valutazione, si abbinerà l’elaborato al nominativo rinvenibile nella busta piccola, che dovrà, pertanto, rimanere chiusa fino a quel momento (individuazione del vincitore).

Per le operazioni a premio il regolamento, da tenere depositato presso la sede dell’impresa, va redatto nella forma della dichiarazione sostitutiva di atto notorio (d.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445) con autentica di sottoscrizione da parte del notaio. Non sono consentite forme alternative di dimostrazione della data certa di stesura del regolamento in quanto la disposizione di cui all’art. 10, comma 3, del citato d.P.R. n. 430/2001 fa espresso riferimento alla dichiarazione sostitutiva di atto notorio.

Modalità di svolgimento

Il codice gioco che identifica ogni confezione deve essere sempre posizionato in modo nascosto e quindi, preferibilmente, all’interno della confezione. E’ possibile posizionare il codice all’esterno della confezione ma, per impedire una facile lettura del codice sulla confezione, lo stesso deve essere coperto da una verniciatura removibile dal consumatore o da altri accorgimenti quali lembi a strappo, etc..

Premessa la necessità di identificare in modo univoco ogni atto di acquisto e l’obbligatorietà di annullare i dati identificativi dello stesso dopo il primo utilizzo, i dati reperibili sullo scontrino richiesti al consumatore devono garantire sempre il rispetto delle regole di identificazione e annullabilità.
In questo senso per la partecipazione al concorso deve, quindi, essere richiesto un dato o un insieme di dati che identifichino lo scontrino utilizzato in modo univoco. Es: l’importo della spesa sostenuta comprensiva dei decimali, il giorno e l’ora, compresi i minuti di emissione dello scontrino, l’indicazione esplicita del prodotto acquistato (cosiddetto “scontrino parlante”), il numero di scontrino ed eventualmente il numero di Matricola Fiscale (MF), se il punto vendita è dotato di misuratore fiscale, garantiscono l’assoluta univocità di quello scontrino. Il numero di Matricola Fiscale (MF) presente su ogni scontrino può essere composto da lettere + numeri oppure solo dai numeri.

Qualora un concorso preveda la partecipazione mediante telefonata è sufficiente richiedere i soli numeri presenti dopo la sigla MF. Tali indicazioni devono essere seguite anche in presenza di concorsi a premio con vincita immediata via SMS.

Nessuna delle due ipotesi menzionate risulta idonea. Il codice a barre EAN non identifica in modo univoco il singolo atto di acquisto di un prodotto. L’associazione del codice a barre EAN al numero di telefono del partecipante è anch’essa una modalità non accettabile poiché l’atto di acquisto deve essere identificato in quanto tale e non collegato alla persona che lo effettua.

Si, è possibile a patto che venga ben specificato nel regolamento della manifestazione che l’estrazione finale è da considerarsi eventuale, in quanto si tratterebbe solo di una ri-assegnazione dei premi eventualmente non assegnati; in questo senso risulta, pertanto, libera scelta del consumatore se aderire alla seconda fase dell’iniziativa che potrebbe non assegnare alcun premio.

Ad un vincitore di un concorso a premio non deve essere richiesta alcuna ulteriore operazione (compresa quella di trasporto) con costo a suo carico per scegliere e/o ottenere il premio vinto.

Relativamente al periodo di tempo ancora utile potranno essere prodotti ulteriori tagliandi vincenti e non vincenti nelle proporzioni determinate preventivamente allo svolgimento del concorso recanti premi di valore e natura analoghi (quindi aumentando il montepremi).
Anche in questa occasione occorrerà procedere al preventivo mescolamento di tutti i titoli vincenti e non, redigendo apposita dichiarazione sostitutiva di atto notorio.
La cauzione già prestata andrà pertanto integrata proporzionalmente e modificato il regolamento.

Operazioni a premio

Incentivazioni a premi possono essere realizzate anche a favore di rivenditori, intermediari, concessionari, collaboratori e dipendenti che professionalmente cooperano nel processo di vendita. In questi casi i premi possono essere previsti anche in relazione alle vendite effettuate. Attenzione però: ogni premio erogato, anche quelli rivolti agli intermediari, è soggetto ad un trattamento fiscale specifico da valutare con attenzione in fase di progetto.

È possibile iniziare un’operazione a premi dopo la compilazione del regolamento certificato con dichiarazione sostitutiva di atto notorio, da conservare presso la ditta promotrice.

Le “operazioni a contributo” consistono nella possibilità di richiedere un premio pagando un contributo in denaro; in pratica, ciò che viene regalato è uno sconto sull’acquisto del prodotto o servizio. Tali promozioni sono molto in voga nella grande distribuzione e nella distribuzione di carburanti che utilizzano questa possibilità per offrire ai clienti premi più importanti di quelli che potrebbero erogare gratuitamente, proprio perché una parte del costo viene scaricata sul beneficiario. La norma consente le “operazioni a contributo” ma stabilisce che il contributo dovuto non deve essere superiore al 75% del costo del prodotto o del servizio sostenuto dall’impresa promotrice. Nel caso il contributo richiesto fosse superiore, si concretizza una manifestazione vietata ai sensi del successivo art. 8, lett. e), cui è applicabile la sanzione di cui all’art. 124 del R.D.L. n. 1933/1938.

Manifestazioni vietate

In linea generale l’ipotesi descritta rientra appieno nella fattispecie di Operazione a premio assoggettata alle disposizioni di cui al d.P.R. 26 ottobre 2001, n. 430, tenendo comunque presente che la richiesta di un contributo superiore al 75% del costo del premio, concretizza una manifestazione vietata ai sensi del successivo art. 8, lett. e) soggetta a sanzione.

Il caso molto frequente della promozione che ha ad oggetto l’offerta a prezzo pieno di due o più prodotti generici (senza che siano identificati nella pubblicità) abbinando ad essa la possibilità di acquistare un ulteriore prodotto generico a prezzo irrisorio configura una pratica di scontistica e non un’operazione a premio in quanto la promozione non riguarda specifici prodotti. Al contrario, quando la promozione identifica esattamente due o più beni/servizi il cui acquisto dà diritto a ricevere anche a prezzo irrisorio un ulteriore prodotto (è indifferente che quest’ultimo sia o meno identificato) si è in presenza di un’operazione a premio a contributo.

La distribuzione di volantini pubblicitari contenenti un buono sconto di importo certo, da consumarsi nel punto vendita interessato alla promozione entro un termine predeterminato, non essendo collegata all’acquisto di altri prodotti o servizi, non può costituire promessa di un premio, cioè un’utilità aggiuntiva all’acquisto del prodotto, ma, come è stato già precisato dal Ministero (C.M. 11 dicembre 1997, n. 311/E), costituisce una mera facilitazione all’acquisto, pertanto può essere liberamente svolta senza bisogno di alcuna preventiva autorizzazione. (R.M. 4 luglio 2000, n. 104/E)

Il Ministero dello Sviluppo Economico svolgerà il controllo sulle manifestazioni a campione, se disposto d’ufficio, o su segnalazione di soggetti interessati. Nel caso fossero individuate violazioni della fede pubblica, forme di elusione del monopolio statale dei giochi e delle scommesse, turbative della concorrenza o fossero poste in essere promozioni di beni per cui è previsto il divieto della pubblicità, il Ministero comunica le proprie osservazioni e assegna un termine di 15 giorni all’azienda per presentare le proprie argomentazioni a difesa e le proposte per rimuovere le cause delle violazioni. Non ritenendo valide le argomentazioni, il Ministero potrà disporre entro 60 giorni la cessazione dell’iniziativa.

Altre domande

La Circolare 11 dicembre 1997, n. 311/E dell’ex Ministero delle finanze esclude la natura premiale dell’iniziativa quando viene assicurata l’immediata disponibilità delle somme via via accantonate. La risoluzione afferma infatti che l’immediatezza dell’esigibilità per il consumatore delle somme corrispondenti agli sconti accumulati renderebbe l’iniziativa assimilabile ad una mera offerta di sconti immediati.

Il materiale promozionale o informativo deve riportare almeno le condizioni di partecipazione, la durata della manifestazione e, per i concorsi a premio, il valore complessivo dei premi in palio.
Sono consentiti messaggi pubblicitari che, a causa della particolarità del mezzo con cui vengono trasmessi, non contengono tutte le indicazioni richieste; in questo caso è obbligatorio indicare le modalità di acquisizione o di consultazione del regolamento da parte dei consumatori.
Su questo aspetto bisogna ricordare anche le disposizioni in materia di pubblicità ingannevole (di cui al decreto legislativo n. 74 del 1992) le quali stabiliscono che la comunicazione commerciale deve essere palese e corretta e non deve contenere, direttamente o indirettamente, indicazioni lacunose o non veritiere tali da ingenerare nel consumatore un’idea errata sul prodotto o servizio offerto in premio con la manifestazione e che si potrebbe tradurre in un pregiudizio nella scelta o in un eventuale danno economico. A tal proposito vale la pena di ricordare che l’Autorità garante della concorrenza e del mercato è intervenuta censurando i profili di ingannevolezza nei messaggi pubblicitari relativi ad alcune manifestazioni a premio . Le pronunce dell’Autorità hanno riguardato talune fattispecie di ingannevolezza che sostanzialmente sono riconducibili:

  • alla scarsa leggibilità sulla confezione della data di scadenza del concorso a premio;
  • alla mancata informazione circa i tempi non brevi di consegna dei premi;
  • alla fuorviante o falsa prospettazione ai destinatari del concorso di indicazioni riferibili al conseguimento di posizioni fortunate o privilegiate rispetto agli altri partecipanti o in relazione alla vincita del premio;
  • all’omessa indicazione di ulteriori e necessarie condizioni per la partecipazione alla manifestazione;
  • alla mancata o insufficiente indicazione dei costi degli omaggi e della facoltà di conversione in denaro degli stessi (limitatamente all’applicazione della già citata legge 496 del 1999 per le promozioni nel settore della distribuzione dei carburanti).

La distribuzione di volantini pubblicitari contenenti un buono sconto di importo certo, da consumarsi nel punto vendita interessato alla promozione entro un termine predeterminato, non essendo collegata all’acquisto di altri prodotti o servizi, non può costituire promessa di un premio, cioè un’utilità aggiuntiva all’acquisto del prodotto, ma, come è stato già precisato dal Ministero (C.M. 11 dicembre 1997, n. 311/E), costituisce una mera facilitazione all’acquisto, pertanto può essere liberamente svolta senza bisogno di alcuna preventiva autorizzazione. (R.M. 4 luglio 2000, n. 104/E)

Il Ministero dello Sviluppo Economico svolgerà il controllo sulle manifestazioni a campione, se disposto d’ufficio, o su segnalazione di soggetti interessati. Nel caso fossero individuate violazioni della fede pubblica, forme di elusione del monopolio statale dei giochi e delle scommesse, turbative della concorrenza o fossero poste in essere promozioni di beni per cui è previsto il divieto della pubblicità, il Ministero comunica le proprie osservazioni e assegna un termine di 15 giorni all’azienda per presentare le proprie argomentazioni a difesa e le proposte per rimuovere le cause delle violazioni. Non ritenendo valide le argomentazioni, il Ministero potrà disporre entro 60 giorni la cessazione dell’iniziativa.

Il decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 114 ha abrogato la normativa esistente sulle cosiddette vendite abbinate. Conseguentemente, occorre identificare di volta in volta gli elementi che connotano l’iniziativa che preveda la vendita congiunta di due o più prodotti anche di genere diverso, al fine di valutare se la stessa sia inquadrabile in una mera offerta di sconti immediati o, piuttosto, in un’operazione a premio. Pertanto, partendo dalla premessa che per prodotti dello stesso genere trova applicazione la lettera c), comma 1, dell’art. 6 del d.P.R. 26 ottobre 2001, n. 430, si configura mera promozione di scontistica l’iniziativa promossa da un’impresa che venda prodotti di vario genere appartenenti ad imprese produttrici diverse e che, attraverso l’azione di pubblicità, non dia risalto ad un prodotto rispetto all’altro. Inoltre, deve essere indicato lo sconto per ogni prodotto e specificamente detto che l’acquisto di uno solo dei prodotti facenti parte della vendita congiunta avverrà a prezzo pieno. E’ indifferente che i prodotti venduti congiuntamente siano incellofanati, in quanto possono solo essere fisicamente collocati nello stesso luogo. Infine, il materiale informatico pubblicitario non deve riportare termini quali “regalo”, “premio”, “vincita” o simili al fine di non ingenerare equivoci circa l’esatta qualificazione dell’iniziativa.

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