L’Intelligenza Artificiale è già pronta per gestire in modo trasparente e imparziale le estrazioni a sorte nei concorsi a premi. Eppure, nonostante l’affidabilità dimostrata in numerosi test condotti da Max Marketing, il suo utilizzo in Italia è ancora espressamente vietato.
In questo articolo raccontiamo cosa abbiamo scoperto testando direttamente strumenti come ChatGPT, quali vantaggi concreti potrebbe offrire l’IA rispetto ai sistemi randomici tradizionali e perché, per ora, la normativa non consente il suo impiego ufficiale. Una riflessione a metà strada tra innovazione tecnologica e regole da aggiornare, con uno sguardo al futuro.
I vantaggi dell’IA per l’assegnazione dei premi
L’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale, come ChatGPT, per selezionare casualmente i vincitori nei concorsi a premi offre diversi benefici:
- maggiore trasparenza;
- tracciabilità delle operazioni;
- impossibilità di manomissione dei risultati;
- totale indipendenza rispetto al promotore.
Rispetto ai software randomici tradizionali, l’IA garantisce inoltre una notevole efficienza operativa e una significativa riduzione dei costi.
Vediamo nel dettaglio due modalità di estrazione che possono essere adottate con sistemi IA, nel rispetto dei principi di equità e sicurezza.
Due modalità di estrazione con Intelligenza Artificiale
ChatGPT può essere utilizzato per realizzare estrazioni casuali in due modalità distinte, entrambe orientate alla tutela dei partecipanti e alla chiarezza del processo:
1. Estrazione di numeri interi casuali:
Consiste nella generazione di numeri interi non ripetuti all’interno di un intervallo definito (es. da 1 a N). Ogni numero viene successivamente associato manualmente a un partecipante del concorso.
È una procedura semplice, immediata e pienamente verbalizzabile alla presenza di un notaio o di un funzionario camerale.
2. Estrazione da database anonimizzato:
Prevede l’estrazione casuale da un elenco di identificativi pseudonimizzati (codici hash, ID anonimi, ecc.) su cui viene eseguita la selezione. Il trattamento rispetta il GDPR in quanto non coinvolge dati personali identificabili.
Entrambe le soluzioni garantiscono imparzialità, tracciabilità e flessibilità operativa. Tuttavia, come vedremo di seguito, non possono essere adottate nei concorsi a premi svolti in Italia e sottoposti al D.P.R. 430/2001.
Perché non si può utilizzare l’IA per assegnare i premi
Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha chiarito che l’attuale quadro normativo non consente l’impiego di sistemi basati su Intelligenza Artificiale per le estrazioni a sorte nei concorsi a premi. Le motivazioni sono due:
- i sistemi di estrazione devono essere installati su server ubicati in Italia;
- è obbligatoria una perizia tecnica informatica sulla programmazione del sistema e sull’intelligibilità del codice e dell’algoritmo.
Nel caso di strumenti IA come ChatGPT, sviluppati da provider internazionali e operanti su infrastrutture globali, non è possibile rispettare tali requisiti. Inoltre, l’accesso al codice sorgente non è disponibile, rendendo impossibile la perizia tecnica richiesta.
Nel paragrafo conclusivo, riflettiamo su cosa comporta questo scenario per il futuro delle manifestazioni a premio.
Conclusione e auspicio per il futuro
È un peccato constatare che l’attuale quadro normativo ostacoli l’adozione di una tecnologia che potrebbe migliorare trasparenza, efficienza e sostenibilità dei concorsi. Sistemi IA ben progettati garantiscono estrazioni imparziali, documentabili e rapide. Non solo: potrebbero costituire “giurie tecniche” per una valutazione veramente oggettiva nei concorsi di abilità.
Come operatori del settore, auspichiamo che il legislatore intervenga presto per aggiornare le disposizioni esistenti.
Nel frattempo, Max Marketing continuerà a garantire il rispetto integrale del D.P.R. 430/2001, utilizzando strumenti già autorizzati e conformi. Ma l’innovazione non si ferma: siamo pronti a integrare l’IA nelle procedure di assegnazione delle vincite non appena sarà legalmente possibile farlo.


