Come sarebbe bello poter proporre premi in oro
Premi che non si svalutano, ma il cui valore cresce nel tempo, con quotazioni che hanno registrato nuovi massimi storici e un interesse sempre più forte da parte di investitori e consumatori.
Un’idea che, sulla carta, sembra perfetta: un premio “solido”, percepito come sicuro, prestigioso, quasi immune alle oscillazioni del mercato. Non a caso, in passato gettoni e lingotti d’oro sono stati utilizzati più volte come premi in iniziative promozionali e manifestazioni a premio, proprio per il loro forte valore simbolico e patrimoniale.
Ma ciò che appare estremamente attrattivo dal punto di vista del marketing, non sempre lo è dal punto di vista normativo.
Ed è qui che entra in gioco il recente chiarimento dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM), destinato a cambiare definitivamente il perimetro di ciò che è possibile – e soprattutto di ciò che non lo è più – nei concorsi e nelle operazioni a premio.
Cosa cambia per concorsi e manifestazioni a premio
Recentemente l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM) ha diffuso un chiarimento ufficiale che impatta direttamente la progettazione di concorsi e operazioni a premio:
lingotti e gettoni d’oro non possono essere utilizzati come premi!
È un tema che avevo già affrontato nel 2024 nel mio libro Concorsi e Operazioni a premio – Guida normativa e pratica per organizzare promozioni a premi e social media contest di successo.
Il comunicato stampa ADM del 30 gennaio mette ora definitivamente la parola fine a ogni dubbio interpretativo.
Perché ADM dice “no” ai premi in oro
Il tema non riguarda esclusivamente il valore economico del premio, ma la sua natura giuridica. L’art. 4 del DPR 430/2001 prevede in modo tassativo che i premi ammessi nelle manifestazioni a premio possano essere esclusivamente:
- beni
- servizi
- sconti di prezzo
- documenti di legittimazione
- giocate del Lotto o biglietti delle lotterie nazionali
Sempre in modo tassativo, la norma esclude:
- il denaro
- i titoli dei prestiti pubblici e privati
- i titoli azionari
- le quote di capitale societario e dei fondi comuni di investimento
- le polizze di assicurazione sulla vita
In pratica, tutto ciò che è “moneta” o facilmente “monetizzabile” è vietato.
Gettoni e lingotti d’oro: perché sono equiparati al denaro
Gettoni e lingotti d’oro, pur essendo beni fisici, sono immediatamente monetizzabili e quindi assimilabili al denaro.
Questa caratteristica li riconduce alla logica delle lotterie, attività riservata al monopolio di Stato, e li rende incompatibili con la disciplina delle manifestazioni a premio.
Niente interpretazioni creative: il chiarimento ADM
ADM esclude esplicitamente interpretazioni analogiche o estensive della norma. Anche quando il premio assume la forma di un bene fisico, se è assimilabile al denaro non è ammesso nell’ambito dei concorsi e delle operazioni a premio. Non esistono scorciatoie “creative” che tengano.
Cosa rischiano le aziende
Il rischio non è teorico. Le iniziative non conformi possono essere fatte cessare da ADM, con conseguenti impatti economici, organizzativi, reputazionali per il brand promotore e per tutti i soggetti coinvolti nella campagna.
Quali premi utilizzare al posto dell’oro
Restando nel perimetro normativo corretto, è possibile strutturare premi attrattivi e performanti utilizzando, ad esempio:
- gioielli e manufatti
- voucher e gift card a valore definito
- prodotti iconici ad alto valore percepito
La chiave è sempre la stessa: premi di valore, ma non assimilabili al denaro.
Vuoi saperne di più?
La scelta del premio è uno degli aspetti più delicati nella progettazione di un concorso a premi. Un errore in questa fase può tradursi in blocchi, contestazioni o sanzioni. Per un approfondimento operativo, con esempi pratici, criteri di scelta e checklist, puoi consultare il volume:
“Concorsi e operazioni a premio
Guida normativa e pratica per organizzare promozioni di successo”
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